Progettualità Urbanistica coordinata con un’orizzonte ventennale verificando l’esistente

Identificazione di un luogo adibito a parcheggio urbano utilizzabile anche come centrale per navette a basso impatto ambientale (autotrazione a metano, in un futuro elettriche) movimentate con il supporto informatico (server mobilità urbana integrato nell’wi-fi pubblico. Possibilità di concentrare il flusso delle navette in relazione alle esigenze di mobilita del fruitore).

In prospettiva alla veicolazione della seconda circonvallazione alternativo uso sede da indivuduare (con le relative coperture di bilancio) come centrale delle navette in relazione all’integrazione con la Stazione FFSS Centrale e Ovest.

Spostare ulteriormente la mobilità privata verso il concetto di sostenibilità grazie all’espansione della rete ciclo-pedonale.

 

Riconvertire le aree dismesse

Abbassare il costo immobiliare e aumentare la qualità dell’accesso alla prima casa

Rovesciamento delle priorità urbanistiche: prima i servizi ai cittadini e la qualità della vita, non le esigenze dei costruttori e degli investitori immobiliari;

Stop al consumo del territorio e a ulteriori cementificazioni, bloccando la costruzione di nuovi quartieri e favorendo invece il recupero e il restauro del patrimonio edilizio esistente e comunque costruendo sulle aree da riqualificare con materiali sostenibili e non su aree verdi, agricole o poco densamente abitate;

Stop alla costruzione di nuovi centri commerciali e di quelli la cui realizzazione sia già prevista;

Adozione di pratiche di urbanistica dal basso con la partecipazione dei cittadini, chiedendo innanzi tutto a loro quali sono le priorità e le esigenze urbanistiche del proprio quartiere e della città, e poi vincolando a tali priorità le richieste degli attori privati che attualmente dettano le scelte urbanistiche (costruttori, aziende, banche, assicurazioni);

Adozione di nuovi indici urbanistici basati sul bilancio delle emissioni di CO2 (descritti nel seguito di questa sezione) in aggiunta a quelli esistenti (indice edificatorio o “cubatura”), per assicurare la sostenibilità energetica ed ambientale di ogni piano urbanistico;

Introduzione obbligatoria del concetto di autosufficienza energetica sulle nuove costruzioni costruite con materiali naturali ad elevato grado di efficienza energetica;

Piano di diagnosi energetica di tutti gli edifici esistenti, con conseguenti progetti di miglioramento dell’efficienza energetica;

Valutazione obbligatoria del grado di recupero delle acque piovane di ogni nuova costruzione, con vincoli per limitare o eliminare del tutto l’impermeabilizzazione dei suoli ;

Aumento della qualità delle aree verdi create durante le riconversioni urbanistiche, tramite indici legati alla capacità di produrre ossigeno e alle possibilità d’uso da parte dei cittadini;

Aumento delle aree pedonali anche nelle periferie, creare una rete di viabilità pedonale e ciclabile in tutta la città assicurando ad ogni cittadino almeno 5 mq di area pedonale nell’ambito urbano; l’obiettivo è di fornire un centro pedonale a ogni quartiere, in cui attirare la vita sociale della zona;

Monitoraggio delle relazioni sociali cittadine come guida per i piani urbanistici: le azioni quotidiane dei cittadini determinano una rete di relazioni tra la viabilità, la necessità di servizi e la progettazione degli stessi;

Nuovo piano energetico e revisione delle nuove realizzazioni previste dal regolamento edilizio comunale per rendere applicabili tutte le misure sopra descritte;

Analisi e rivalutazione di tutte le varianti urbanistiche degli ultimi anni analizzandone la sostenibilità ambientale senza forzature e contrastando le speculazioni edilizie;

Recupero degli edifici pubblici e privati lasciati in stato di abbandono, destinandoli a funzioni sociali fino a che il proprietario non ne proponga e garantisca un uso adeguato;

Incentivazione all’utilizzo di materiale riciclato certificato per i lavori di ristrutturazione di edifici; Incrementare l’uso di asfalti permeabili e provenienti dal riciclo degli pneumatici.

Espansione del verde urbano, prediligendo la piantumazione di alberi, arbusti e piante (con elevata capacità di fissazione di CO2) autoctone.

Progressiva eliminazione totale delle barriere architettoniche

Affidamento dei parchi pubblici a scuole oppure a soggetti privati in cambio di piccoli spazi commerciali eco-compatibili, proporzionati alle dimensioni dell’area, all’interno del parco stesso.

Attraverso la creazione del “parco fluviale dell’Adda” rendere gli argini del fiume luoghi accoglienti, frequentati e vitali anche ai fini turistici (Associazione dei comuni limitrofi).

Creazione di un ampio parco pubblico urbano in un’area da individuare

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