E se avesse vinto il PD?

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Durante l’ultimo consiglio comunale si è delineata una netta spaccatura nel PD trevigliese, con Molteni e Ronchi che durante la votazione lasciavano la sala mentre Rossoni e Sonzogni si schieravano con la maggioranza.

Il motivo del nuovo contrasto -già percepito in campagna elettorale sui social network- è il collegamento veloce Treviglio – Bergamo (in realtà Casirate – Dalmine), sempre contestato dal Movimento 5 Stelle, il Comitato Tutela Ambiente, il Comitato di Quartiere Geromina e il Comitato Cambiamola.

La domanda è lecita: se nel 2016 la coalizione del Partito Democratico avesse vinto le amministrative, cosa sarebbe successo? Quale fazione del PD avrebbe prevalso?  Avrebbero trovato un compromesso piantando 300 alberi in città ed eretto barriere di plastica per una tristissima “mitigazione ambientale” in compensazione della devastazione delle campagne trevigliesi o una luce di buonsenso li avrebbe illuminati?

Non lo sapremo mai.

Nell’attesa dell’ordine del giorno firmato PD-Lega Nord che verrà presentato al prossimo consiglio resta la delusione per la linea politica di un partito che sostiene di essere contrario al consumo di suolo ma nella pratica si allea con chi vuole cementificare anche l’ultima area verde di Treviglio, ignorando inoltre le 19.000 firme raccolte da Cambiamola e le oltre 1.000 firme raccolte tra gli abitanti della frazione Geromina, totalmente contrari al progetto.

 

Mobilità Sostenibile

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Con l’autunno ritorna il leitmotiv delle polveri sottili, come sicuramente accadrà per la siccità la prossima estate.

Parlare di ciò che concretamente potremmo fare fin da oggi invece rimane una chimera per la nostra classe politica, troppo occupata ad accapigliarsi su temi che nulla hanno a che fare con le necessità dei cittadini.

Diciamo subito e chiaramente che il blocco del traffico è una ricetta estemporanea e impopolare, un palliativo usato dalle amministrazioni per poter dire che si stanno occupando del problema ma che in realtà lo sposta solo in là nel tempo, sperando che piova, così che si pulisca un po’ l’aria e si inquini un po’ di più l’acqua.
Insomma tergiversano senza fare nulla che elimini definitivamente il problema.

Per risolvere il nodo della mobilità è indispensabile avere il coraggio di cambiare completamente rotta, come hanno già fatto altre nazioni europee. Noi crediamo che sia arrivato il momento anche per il nostro Paese di programmare una rivoluzione industriale per l’automobile, cominciando a creare una rete di rifornimento che incentivi gli automobilisti a orientarsi sull’acquisto di vetture elettriche, l’unico modo per evitare l’immissione in atmosfera di tonnellate di polveri sottili, letali per la nostra salute.

In linea con la politica nazionale del M5S, nel prossimo consiglio comunale chiederemo che anche a Treviglio venga installata una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici. Ribadiamo il concetto che è sufficiente partire da una singola installazione che troverebbe inserimento nel piano regionale a suo tempo presentato.

Finalmente il progetto dell’autostrada Casirate-Dalmine è archiviato… FORSE.

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Abbiamo sostenuto per mesi l’inutilità del progetto cercando di informare i cittadini e motivando la nostra contrarietà con argomenti validi e razionali. Il nostro consigliere regionale Dario Violi, ha più volte sollecitato in consiglio regionale lo sblocco dei fondi per la tangenziale di Verdello.
Noi abbiamo sempre sostenuto le nostre idee con coerenza, mentre altre forze politiche hanno a lungo perseverato in quella che è l’arte del mescolare le carte sul tavolo per estrarre a ripetizione il classico “coniglio” buono per tutte le stagioni – elettorali aggiungiamo noi – senza poi dare un concreto indirizzo a tanto parlare. A pochi mesi dalle elezioni, l’assessore Sorte ha finalmente trovato i soldi – in deroga al patto di stabilità – per realizzare la tangenziale di Verdello, mentre Autostrade Bergamasche bussa alle porte dei suoi uffici.
Il Partito Democratico, che seguiva una strategia fantasiosa e, a seconda della convenienza – sempre elettorale -, condiva il progetto della Casirate-Dalmine con l’espressione “green”, come se bastasse questa parolina magica a limitare il danno ambientale, ora si accoda entusiasta come se l’idea fosse sua.
Raccogliamo anche il commento del nostro portavoce di Treviglio, il consigliere comunale Emanuele Calvi: “Non è mai stato fatto un progetto definitivo su questa pseudo infrastruttura, perfino nel consiglio comunale trevigliese del mese di settembre abbiamo sentito le voci unanimi del “coro” di tutte le formazioni politiche sostenere tale proposito, fingendo di ignorare come sottopassi in trincea e cavalcavia avrebbero poi nella realtà impattato sul territorio e sull’economia di questa sempre meno verde pianura bergamasca.
Viene da chiedersi davvero a che gioco stanno giocando, e tutto questo proprio nei giorni in cui i nostri paesi sono in piena emergenza smog.
Ma non imparano mai la lezione?
Ma, con i soldi del cittadino contribuente, è proprio cosi difficile pensare e progettare una mobilità sostenibile?”

Smaltimento di amianto e trasparenza della bonifica

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Il profitto prima di tutto. Ricorsi, proteste, un’Amministrazione compatta e contraria al progetto, un flash mob durante la notte bianca. A nulla sono servite le azioni che negli ultimi mesi sono state intraprese da più parti a Treviglio. Sordi a ogni richiesta dei cittadini viene concesso il permesso alla società Team di iniziare i lavori di bonifica dell’ex cava Vailata, preparatori all’interramento di decine di migliaia di metri cubi di amianto. La salute dei trevigliesi messa in serio pericolo, perché l’unica cosa che conta sono i soldi. I tantissimi soldi del profitto che la società Team ricaverà da quest’opera che lascerà il territorio devastato e molte famiglie esposte a danno biologico. Invece che usare le nuove tecnologie, che permetterebbero l’inertizzazione, una soluzione definitiva ma meno remunerativa, si è scelto l’interramento che arriverà a soli due metri sopra la falda (cosa succederà in caso di piogge violente ed eccezionali come quelle che si sono verificate negli ultimi tempo a Livorno e Genova?). Una prima parte dei lavori movimenterà 96.000 metri cubi di terra. Chi controllerà questi lavori? Chi ci assicura che tutto sia fatto a regola d’arte riducendo ai minimi termini i rischi? Nel prossimo consiglio comunale il Movimento 5 Stelle, per voce del consigliere Emanuele Calvi, presenterà un’interrogazione urgente perché i controlli siano affidati a un ente super partes che vegli sulla bonifica e dia garanzia che i lavori vengano fatti con la massima cura.

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