Mobilità Sostenibile

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Con l’autunno ritorna il leitmotiv delle polveri sottili, come sicuramente accadrà per la siccità la prossima estate.

Parlare di ciò che concretamente potremmo fare fin da oggi invece rimane una chimera per la nostra classe politica, troppo occupata ad accapigliarsi su temi che nulla hanno a che fare con le necessità dei cittadini.

Diciamo subito e chiaramente che il blocco del traffico è una ricetta estemporanea e impopolare, un palliativo usato dalle amministrazioni per poter dire che si stanno occupando del problema ma che in realtà lo sposta solo in là nel tempo, sperando che piova, così che si pulisca un po’ l’aria e si inquini un po’ di più l’acqua.
Insomma tergiversano senza fare nulla che elimini definitivamente il problema.

Per risolvere il nodo della mobilità è indispensabile avere il coraggio di cambiare completamente rotta, come hanno già fatto altre nazioni europee. Noi crediamo che sia arrivato il momento anche per il nostro Paese di programmare una rivoluzione industriale per l’automobile, cominciando a creare una rete di rifornimento che incentivi gli automobilisti a orientarsi sull’acquisto di vetture elettriche, l’unico modo per evitare l’immissione in atmosfera di tonnellate di polveri sottili, letali per la nostra salute.

In linea con la politica nazionale del M5S, nel prossimo consiglio comunale chiederemo che anche a Treviglio venga installata una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici. Ribadiamo il concetto che è sufficiente partire da una singola installazione che troverebbe inserimento nel piano regionale a suo tempo presentato.

Finalmente il progetto dell’autostrada Casirate-Dalmine è archiviato… FORSE.

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Abbiamo sostenuto per mesi l’inutilità del progetto cercando di informare i cittadini e motivando la nostra contrarietà con argomenti validi e razionali. Il nostro consigliere regionale Dario Violi, ha più volte sollecitato in consiglio regionale lo sblocco dei fondi per la tangenziale di Verdello.
Noi abbiamo sempre sostenuto le nostre idee con coerenza, mentre altre forze politiche hanno a lungo perseverato in quella che è l’arte del mescolare le carte sul tavolo per estrarre a ripetizione il classico “coniglio” buono per tutte le stagioni – elettorali aggiungiamo noi – senza poi dare un concreto indirizzo a tanto parlare. A pochi mesi dalle elezioni, l’assessore Sorte ha finalmente trovato i soldi – in deroga al patto di stabilità – per realizzare la tangenziale di Verdello, mentre Autostrade Bergamasche bussa alle porte dei suoi uffici.
Il Partito Democratico, che seguiva una strategia fantasiosa e, a seconda della convenienza – sempre elettorale -, condiva il progetto della Casirate-Dalmine con l’espressione “green”, come se bastasse questa parolina magica a limitare il danno ambientale, ora si accoda entusiasta come se l’idea fosse sua.
Raccogliamo anche il commento del nostro portavoce di Treviglio, il consigliere comunale Emanuele Calvi: “Non è mai stato fatto un progetto definitivo su questa pseudo infrastruttura, perfino nel consiglio comunale trevigliese del mese di settembre abbiamo sentito le voci unanimi del “coro” di tutte le formazioni politiche sostenere tale proposito, fingendo di ignorare come sottopassi in trincea e cavalcavia avrebbero poi nella realtà impattato sul territorio e sull’economia di questa sempre meno verde pianura bergamasca.
Viene da chiedersi davvero a che gioco stanno giocando, e tutto questo proprio nei giorni in cui i nostri paesi sono in piena emergenza smog.
Ma non imparano mai la lezione?
Ma, con i soldi del cittadino contribuente, è proprio cosi difficile pensare e progettare una mobilità sostenibile?”

Smaltimento di amianto e trasparenza della bonifica

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Il profitto prima di tutto. Ricorsi, proteste, un’Amministrazione compatta e contraria al progetto, un flash mob durante la notte bianca. A nulla sono servite le azioni che negli ultimi mesi sono state intraprese da più parti a Treviglio. Sordi a ogni richiesta dei cittadini viene concesso il permesso alla società Team di iniziare i lavori di bonifica dell’ex cava Vailata, preparatori all’interramento di decine di migliaia di metri cubi di amianto. La salute dei trevigliesi messa in serio pericolo, perché l’unica cosa che conta sono i soldi. I tantissimi soldi del profitto che la società Team ricaverà da quest’opera che lascerà il territorio devastato e molte famiglie esposte a danno biologico. Invece che usare le nuove tecnologie, che permetterebbero l’inertizzazione, una soluzione definitiva ma meno remunerativa, si è scelto l’interramento che arriverà a soli due metri sopra la falda (cosa succederà in caso di piogge violente ed eccezionali come quelle che si sono verificate negli ultimi tempo a Livorno e Genova?). Una prima parte dei lavori movimenterà 96.000 metri cubi di terra. Chi controllerà questi lavori? Chi ci assicura che tutto sia fatto a regola d’arte riducendo ai minimi termini i rischi? Nel prossimo consiglio comunale il Movimento 5 Stelle, per voce del consigliere Emanuele Calvi, presenterà un’interrogazione urgente perché i controlli siano affidati a un ente super partes che vegli sulla bonifica e dia garanzia che i lavori vengano fatti con la massima cura.

Perché prima di tutto siamo attivisti

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Perchè prima di tutto siamo “attivisti senza ansie da prestazione”.

Nel “Non Statuto”, all’Art.7 si dice anche: ” L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito internet appositamente allestito nell’ambito del sito; altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature. Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.” Quale è la cosa importante? Credo senza presunzione che le discussioni inerenti le candidature, trasparenti e pubbliche, sia il concetto che qualifica l’esigenza di proporsi dell’attivista come portavoce. La discussione che porta a designare un candidato deve essere pubblica e trasparente. Dove? Se non in un gruppo di attivisti’ che magari nel frattempo ha “sfacchinato” a dovere per proporre e contribuire al M5S. Il Meetup è solo lo strumento informatico che serve ad organizzare incontri e riunioni, ma quello che conta è l’assemblea pubblica e trasparente dove “ognuno” e cioè tutti valgono uno. Se mi autocandido chi legittima le mie aspirazioni a lavorare bene come portavoce? Devo aspettarmi che scenda dal ritiro di Nervi il Beppe nazionale a benedire questa avventura?
Tra democrazia diretta e democrazia evaporata a volte è bene cominciare da quella partecipata. lavoriamo insieme ad altri attivisti per studiare e proporre tematiche di confronto che sollevino l’interesse comune per i problemi del territorio che tutti i giorni assillano il cittadino. il ruolo di portavoce è solo funzionale a portare nelle amministrazioni un po di buon senso pentastellato, ma da attivista pensate che si faccia di meno? Esiste “Rousseau” uno strumento di democrazia nelle mani del cittadino dove ognuno può contribuire con delle proposte che possono diventare materia di discussione legislativa in parlamento. Esiste un modello culturale che guida le azioni di buon senso come “la carta di Firenze” o più semplicemente la voglia di fare la differenza anche con poco, un’iniziativa di solidarietà, un’atteggiamento positivo nei confronti di tutti, lo spirito del “voglio lasciare il mondo meglio di come lo ho trovato”.

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