Delibera 35/2018 della Corte dei Conti

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La delibera 35/2018 della Corte dei Conti del 12 Dicembre 2018 ha evidenziato diverse criticità riguardanti alcuni aspetti della gestione amministrativa dell’ente comunale trevigliese.

La magistratura contabile esamina due distinte problematiche, la prima connessa al rendiconto di gestione riguardante l’anno 2016 e sintetizzata nelle premesse: l’utilizzo delle anticipazioni di tesoreria (117 giorni nel 2015 e 335 nel 2016), e il mantenimento dei residui attivi e determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità.

In particolare il primo punto è connesso all’attività del portavoce in Consiglio Comunale del Movimento Cinque Stelle, il quale più volte, nel corso delle votazioni del bilancio e durante l’approvazione delle variazioni di bilancio ha ricordato il continuo ricorso agli anticipi di tesoreria che come poi evidenzia la Corte dei Conti anche collegati alla successiva difficoltà messa in evidenza: Strettamente connesso a tale criticità risulta quella legata all’emersione nel 2015, a seguito del riaccertamento straordinario, di un disavanzo di euro 1.261.264,05, il cui correlato piano di rientro prevede l’applicazione di quote annuali di euro 42.042,14 per 30 anni. Tale disavanzo nel 2016 e stato ridotto ad euro -1.020.886,58. Per quanto qui maggiormente interessa, specie in Chiave prospettica, ha necessita di fare emergere tale disavanzo nel 2015, unitamente al rafforzamento del ricorso dell’anticipazione di tesoreria proprio tra 2015 al 2016.

Il mantenimento dei residui attivi è una disfunzione sistemica connessa alla gestione delle entrate (titolo I e III) Che la Corte sottolinea chiaramente: L’Ente pur a seguito delle operazioni di riaccertamento straordinario, ha continuato a mantenere a bilancio una cospicua mole di residui attivi pari a € 15.117420,83, di cui 5010 € 7.337.736,61 risultano di provenienza dell’esercizio 2016, permanendo anche poste antecedenti a1 2012. L’indicatore di affidabilità dei residui attivi e calcolato sull’ultimo triennio in ragione del fatto che crediti inesigibili finirebbero per “gonfiare” bilanci che rischierebbero di occultare uno squilibrio economico e finanziario. A onore del vero l’amministrazione trevigliese ha prodotto una memoria che testimoniano una serie di interventi presi per contenere una potenziale deriva negativa dei conti, ma riteniamo che oltre ad avviare una serie di iniziative di recupero dei crediti si dovrebbe dare comunicazione ampia e prevalente sullo stato dei residui attivi.

La seconda problematica riguarda l’ambito dell’esame del piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate ex art.24, d.lgs. 19 agosto 2016 n.175, cioè le criticità emerse alla società interamente partecipata Treviglio Futura S.p.A. Inadempiente rispetto ai criteri di razionalizzazione espressi dal TUSP. La Società non rispetterebbe i parametri previsti per quanto riguarda il rapporto personale/numero di amministratori, i rilevanti costi annuali degli organi societari. Ma soprattutto, non può che evidenziarsi come il valore del fatturato sia ben al di sotto alla soglia prevista per il mantenimento, nonché come appaia assolutamente significativo ed in crescita l’indebitamento.

Riguardo il Piano di Razionalizzazione è la necessita di non integrare detta società che la Corte dei conti esprime un parere deciso rispetto alla motivazione dell’utilizzo della STU  invece di altre modalità gestionali legislativamente previste e la peculiare particolarità di questa società non esonera la compartecipazione dei privati vista la natura e le finalità operative ( 4.2 “appaiono evidenti distonie con il modello legislativamente previsto da tale società, in quanto appare mancare uno dei presupposti essenziali che dovrebbero caratterizzare tale tipologia società, ovvero la partecipazione di soci privati).

Ma è il successivo passaggio del punto 4.2 a farci manifestare una concreta perplessità sull’operato dell’amministrazione che propose l’Istituzione della società guidata dall’allora Sindaco Pezzoni: l’unica opera per ora realizzata risulta essere stata finanziata con indebitamento contratto dalla società, che, nella sua configurazione attuale, appare uno “schermo” attraverso il quale il Comune ha realizzato la predetta operazione, evitando di assumere direttamente i correlati oneri finanziari e gravando il bilancio comunale dei relativi costi di struttura, nonché di ulteriori costi – quale, in via esemplificativa, quello legato all’incarico conferito in via diretta dalla società per il triennio 2015/2017 con un ammontare di € 8.500,00 annui per “assistenza e consulenza tenuta rapporti tra uffici comunali ed organi della società” – che non sarebbero stati sostenuti nel caso in cui il Comune avesse optato per un diverso modello realizzativo della predetta opera. Cioè, al di là di un ipotizzato danno erariale di 8500 euro preso per esempio, la Corte dei Conti sostiene che la stessa STU è stata istituita per realizzare un progetto, il parcheggio di Piazza Setti, che altrimenti avrebbe gravato direttamente sul bilancio comunale e difatti non attuabile.

La Corte dei Conti invita l’amministrazione a rivalutare le motivazioni alla base del mantenimento della partecipazione nella società Treviglio Futura S.p.A., trasmettendo il parere alla competente Procura della Corte dei Conti.

Adesso, in attesa di un pronunciamento di giudizio di merito, quali opzioni possono essere proposte? La liquidazione della società per portare la gestione del parcheggio di Piazza Setti sotto il controllo diretto dell’amministrazione ci appare complessa sotto tutti i profili, l’ingresso di un socio privato alle condizioni attuali di mercato alimenta i dubbi di una seria proposta di gestione. Ricordiamo le parole espresse dal consigliere Emanuele Calvi nostro portavoce in Comune: “sicuramente temiamo la dismissione della partecipata che renderà eventuali introiti del parcheggio a disposizione del privato acquirente con conseguenze facilmente immaginabili”.

Comunicato Stampa “Ex cava Vailata”

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Il territorio trevigliese ha visto risolvere il perdurare di una situazione che avrebbe condizionato dal punto di vista ambientale una zona importante e praticamente letteralmente a ridosso della città, vista la dislocazione della cava all’ex Vailata, grazie alla nota sentenza del Consiglio di Stato n° 03434/2018 del 5 aprile 2018, ai comitati civici ed associazione ambientale, alle forze politiche rappresentate anche nel tavolo dell’amianto e alla amministrazione trevigliese, che hanno ritenuto per tempo doveroso opporsi ad un progetto che consideravano dannoso per la salute dei cittadini.Oggi a distanza di poco tempo da quello che riteniamo come Movimento Cinque Stelle un successo dovuto alla coesione dei cittadini trevigliesi e rappresentanze politiche vediamo pubblicare su una importante testata bergamasca in data 7 dicembre 2018 un articolo che contiene a nostro dire una serie di inesattezze e situazioni che lasciano perplesso chi di questa vicenda si è occupato . L’articolo fa riferimento ad “un’ultima assemblea dei soci Sabb, in cui sarebbe stato approvato all’unanimità da tutti i sindaci dei comuni soci” l’approvazione di un progetto alternativo che consiste con il riempire l’ex cava con “terreno e roccia di scavo”, terre e rocce di scavo che “possono contenere materiali come calcestruzzo, bentonite, polivinilcloruro (PVC), vetroresine, miscele cementizie e additivi per cavo meccanizzato”. “A patto però che non presentino concentrazioni di inquinanti superiori a determinati limiti di legge”.Punto primo: crediamo che in materia ambientale “determinati limiti di legge” non sempre costituiscono una garanzia assoluta e forse agire in conseguenza di un principio di precauzione non sarebbe assolutamente sbagliato; secondo: non ci risulta che il voto all’assemblea di soci Sabb sia stato unanime, siamo certi, al netto di ogni verifica, che non ci sia stato all’ordine del giorno un punto specifico su un’eventuale progetto citato dallo stesso articolo, anzi siamo certi della volontà dell’amministrazione comunale trevigliese di portare in consiglio ogni decisione riguardante la destinazione futura dell’area e quindi verificheremo nelle opportune sedi ciò che è stato verbalizzato.

Comunicato Stampa 2018/11/28

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Ognuno può legittimamente scegliere il colore politico per rappresentare le istanze che sente vicino al suo modo d’essere, pero questa volta la presidentessa della Commissione Pari Opportunità ha dimostrato di interpretare il suo ruolo istituzionale in un modo poco consono ad una veste che richiede la capacita di essere sopra le parti. La sua fotografia con alle spalle il simbolo di appartenenza politica mentre annuncia l’audizione in Consiglio Comunale è poco adeguata ad un simile ruolo autonomo e in virtù di una rappresentanza estesa. Teniamo presente che il nostro portavoce locale non ha mai portato in Consiglio la spilletta del Movimento, pur essendo stato eletto con quel simbolo, ritenendo predominante la volontà a portare nella discussione in aula le istanze dei cittadini indipendentemente dagli schieramenti. Dunque se un consigliere di opposizione ritiene sia importante il ruolo istituzionale nel rispetto di tutti non vediamo come non lo debba fare chi per incarico si è assunto un impegno preciso. Questa vicenda che probabilmente verrà derubricata a una “leggerezza” ha impedito di fatto all’opposizione di partecipare al dibattito che deve avere al centro dell’attenzione i lavori di una commissione dai temi molto sensibili se letti nel contesto attuale. Ci auguriamo che non vi siano altre cadute di stile durante questo mandato che potrebbero dirottare l’attenzione della scena politica trevigliese su aspetti diversi dal lavoro di questa commissione.

Proposta per l’istituzione del regolamento per la gestione dei beni confiscati o sequestrati alle mafie

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Nel prossimo Consiglio Comunale Il Meetup di Treviglio attraverso il suo portavoce, il Consigliere Comunale del Movimento Cinque Stelle Emanuele Calvi, propone di istituire il “Regolamento per la gestione dei beni confiscati o sequestrati alle mafie”.

Consci del fatto che allo stato delle cose non vi siano urgenze in tal senso proponiamo all’amministrazione di dotare il comune di uno strumento di civiltà ricordando anche che il 2 Luglio 2018 il Consiglio dei Ministri ha approvato “regolamento per Agenzia nazionale beni confiscati” , “con il quale si adegua la disciplina sull’organizzazione e la dotazione delle risorse umane dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) alle disposizioni introdotte dalla legge di modifica del Codice delle leggi antimafia e per la tutela del lavoro nelle aziende sequestrate e confiscate (legge 17 ottobre del 2017, n. 161)”.

Nel testo della mozione contestualizziamo al territorio questa istanza, “Pur non essendo noti beni sequestrati nel comune di Treviglio, la deliberazione di un regolamento attinente al riutilizzo dei beni confiscati o sequestrati alle mafie costituisca in sé un deterrente atto a scoraggiare attività criminali ed a incentivare e dar forza alla presenza dello stato sul territorio”, ed è infatti con questo spirito che intendiamo portare all’attenzione dei lavori del Consiglio Comunale un regolamento che enfatizza la presenza dello stato sul territorio trevigliese che seppur non afflitto da problematiche non è di fatto astratto dalla regione né tanto meno dal paese.

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