• Perché prima di tutto siamo attivisti

    Perchè prima di tutto siamo “attivisti senza ansie da prestazione”.

    Nel “Non Statuto”, all’Art.7 si dice anche: ” L’identità dei candidati a ciascuna carica elettiva sarà resa pubblica attraverso il sito internet appositamente allestito nell’ambito del sito; altrettanto pubbliche, trasparenti e non mediate saranno le discussioni inerenti tali candidature. Le regole relative al procedimento di candidatura e designazione a consultazioni elettorali nazionali o locali potranno essere meglio determinate in funzione della tipologia di consultazione ed in ragione dell’esperienza che verrà maturata nel tempo.” Quale è la cosa importante? Credo senza presunzione che le discussioni inerenti le candidature, trasparenti e pubbliche, sia il concetto che qualifica l’esigenza di proporsi dell’attivista come portavoce. La discussione che porta a designare un candidato deve essere pubblica e trasparente. Dove? Se non in un gruppo di attivisti’ che magari nel frattempo ha “sfacchinato” a dovere per proporre e contribuire al M5S. Il Meetup è solo lo strumento informatico che serve ad organizzare incontri e riunioni, ma quello che conta è l’assemblea pubblica e trasparente dove “ognuno” e cioè tutti valgono uno. Se mi autocandido chi legittima le mie aspirazioni a lavorare bene come portavoce? Devo aspettarmi che scenda dal ritiro di Nervi il Beppe nazionale a benedire questa avventura?
    Tra democrazia diretta e democrazia evaporata a volte è bene cominciare da quella partecipata. lavoriamo insieme ad altri attivisti per studiare e proporre tematiche di confronto che sollevino l’interesse comune per i problemi del territorio che tutti i giorni assillano il cittadino. il ruolo di portavoce è solo funzionale a portare nelle amministrazioni un po di buon senso pentastellato, ma da attivista pensate che si faccia di meno? Esiste “Rousseau” uno strumento di democrazia nelle mani del cittadino dove ognuno può contribuire con delle proposte che possono diventare materia di discussione legislativa in parlamento. Esiste un modello culturale che guida le azioni di buon senso come “la carta di Firenze” o più semplicemente la voglia di fare la differenza anche con poco, un’iniziativa di solidarietà, un’atteggiamento positivo nei confronti di tutti, lo spirito del “voglio lasciare il mondo meglio di come lo ho trovato”.


  • UN RIMEDIO CHE FA ACQUA

    Era dal mese di marzo che il soffitto della piscina comunale A. Quadri attendeva di essere messo in sicurezza. A seguito del distaccamento di un listone durante una partita di pallanuoto alcuni utenti, preoccupati della propria e altrui incolumità, avevano scritto alla stampa e al Comune sollecitando un intervento tempestivo. Non avevano ricevuto risposta da quest’ultimo mentre l’allora gestore della piscina  aveva dichiarato che l’intervento sarebbe stato effettuato durante la chiusura della vasca per la manutenzione estiva.
    Grande sorpresa ha suscitato la singolare soluzione scelta per ovviare al problema: una bella rete che lascia inalterato il problema della sistemazione del soffitto.
    Ci si possono porre molte domande avanti a tale intervento: questa soluzione è da considerarsi definitiva?
    Se sì, l’assessore allo sport ritiene che l’intervento del gestore sia soddisfacente e rispetti quanto sottoscritto nella convenzione stipulata tra il comune e la società Project Sport srl, articolo 12 punto a) riguardo alla manutenzione straordinaria che il gestore dovrebbe eseguire?
    E ritiene che tale rete sia sufficiente per garantire la sicurezza degli utenti supportando un eventuale distacco dato che, dalle immagini, alcuni pannelli non sembrano ben fissati al soffitto?
    Tale soluzione è stata in qualche modo approvata dagli uffici competenti del comune? E’ necessario un collaudo che ne attesti l’efficacia e la conformità? In caso di risposta positiva esiste una copia della documentazione che certifichi le garanzie di sicurezza?
    In caso la soluzione non fosse quella definitiva (ce lo auguriamo!), quando verrà fatto un intervento risolutivo?
    A parte la facile ironia che si può fare di fronte a questo escamotage, il timore è che se la politica di manutenzione risultasse di questo tenore anche in futuro, c’è il rischio che alla fine della convenzione il comune si ritroverà un impianto fatiscente e da dover ristrutturare in toto a spese dei contribuenti.

    Meetup di Treviglio


  • Unioni civili

    Il M5S si è sempre battuto per i diritti delle persone, senza distinzione di sesso, razza o religione. Questo significa che celebrare un matrimonio fra individui di sesso diverso o dello stesso sesso viene ritenuto dagli attivisti un diritto prima di tutto morale, e ora anche legale.
    Esimersi dal farlo è un’offesa alla dignità dei cittadini che, per un amministratore, dovrebbero essere tutti uguali.
    Quando il Consigliere pentastellato Emanuele Calvi dice di non voler ‘cavalcare l’onda’ intende dire che non vuole strumentalizzare una vicenda così privata e intima come l’unione tra due PERSONE che si amano.
    Il Meetup di Treviglio si dissocia quindi da qualsiasi dichiarazione di sedicenti simpatizzanti o chiunque altro che esprimono opinioni diverse da quelle ufficiali


  • MoVimento_5_Stelle_logo

     

    Mentre la politica locale si occupa dei grandi argomenti, cioè le promesse elettorali. I trevigliesi vivono la realtà di tutti i giorni.
    Il Cinque Giugno non votano i partiti politici. Votano i cittadini, operai, imprenditori e studenti. Donne e Uomini con la loro vita quotidiana, gli impegni, il lavoro, la famiglia, i figli da mandare a scuola, i genitori. Il Cinque Giugno possiamo cambiare.


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