“Il panino da Casa” una libera scelta.

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Non si ferma l’avanzata del “panino da casa”. E’ di pochi giorni fa la sentenza del Consiglio di Stato che per la prima volta è stato chiamato a pronunciarsi sul diritto degli alunni di consumare a scuola pasti non distribuiti dalle mense. La motivazione della sentenza parla di libertà delle decisioni assunte dai dirigenti scolastici, di libera scelta da parte dei genitori nella scelta alimentare per i propri figli. E così, dopo il caso dello scorso anno di Torino, anche il massimo organo vieta ai comuni di imporre il servizio mensa nelle scuole. Servizio che più volte è stato contestato dai genitori, che si sono riuniti in comitati (a Milano esiste perfino una pagina facebook) per difendere i propri diritti e che spesso si sono lamentati a causa del costo elevato e della scarsa qualità del cibo fornito. Pochi però sanno che la capofila di questa rivolta è stata Treviglio, dove già nel settembre 2016 era stato dato il via libera all’iniziativa portata avanti dal Movimento 5 Stelle locale, che aveva indetto una raccolta firme, arrivata poi in regione grazie all’allora consigliera regionale Paola Macchi. Il successo e la validità del progetto hanno fatto sì che sempre in più comuni si sia richiesto di poter scegliere e questa nuova sentenza peserà su tutte le vertenze aperte in numerose regioni italiane.
Sia chiaro, la nostra non è una battaglia contro le mense scolastiche, ma a favore della libertà di scelta di genitori e alunni di scegliere il servizio fornito dai vari concessionari esterni o di preparare e portare il proprio pasto da casa, nel rispetto delle linee guida della buona e sana alimentazione.

Fototrappole per monitorare e contrastare l’abbandono dei rifiuti

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L’abbandono dei rifiuti nei campi e lungo le strade è un fenomeno purtroppo sempre più presente e costituisce una delle principali cause del degrado ambientale nelle città, provocando danni secondari anche sanitari ed economici, con le amministrazioni comunali che sono chiamate ad affrontare i costi per intervenire per la rimozione dei rifiuti.
Sappiamo che l’abbandono dei rifiuti da parte di alcuni “pessimi cittadini” è un malcostume difficile da sradicare e siamo convinti che vi sia la necessità di mettere in campo azioni concrete, per prevenire e – se necessario – sanzionare tali comportamenti.

A tal proposito ricordiamo che il decreto legislativo 152/2006 vieta “l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e nel suolo” ed anche “l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stadio solido o liquido, nelle acque superficiali o sotterranee” ed asserisce che “chi abbandona o deposita rifiuti è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 105 euro a 626 euro. Se l’abbandono di rifiuti sul suolo riguarda rifiuti non pericolosi e non ingombranti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 25 euro a 155 euro.”
Inoltre, il responsabile dell’abbandono di rifiuti, oltre a pagare la multa, “è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi”.

L’autorità garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento dell’8 aprile 2010, stabilisce che in applicazione dei richiamati principi di liceità, finalità e proporzionalità, l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza risulta lecito con riferimento alle attività di controllo volte ad accertare l’utilizzo abusivo di aree impiegate come discariche di materiali e di sostanze pericolose se non risulta possibile, o si riveli non efficace, il ricorso a strumenti e sistemi di controllo alternativi.

Ritenendo che sia necessario un intervento urgente per risolvere il problema, il Movimento 5 Stelle di Treviglio ha ritenuto opportuno presentare una mozione, che verrà discussa nel prossimo Consiglio Comunale, che auspica l’intensificazione delle attività di controllo delle aree a rischio sversamento di rifiuti abusivi, mediante l’utilizzo delle cosiddette “Fototrappole”.
Si tratta di dispositivi che, inizialmente usati nel monitoraggio faunistico, si sono velocemente trasformati in mezzo utile agli enti locali per la sorveglianza.
La fototrappola non ha un costo elevato, è mobile, facilmente posizionabile nei luoghi più opportuni e indipendente da reti, dotata di batterie che danno un’adeguata autonomia, registra video e immagini su memoria SD, possono inviare le immagini via e-mail tramite una SIM card, anche con identificazione delle targhe degli autoveicoli, è dotata di infrarosso per la visione notturna ed è resistente agli agenti atmosferici.
Diversi Comuni, anche nella nastra zona, hanno già positivamente sperimentato questo sistema.

In tal modo si potranno monitorare facilmente i tanti siti critici sul territorio cittadino, con diversi importanti risultati per la nostra Città: Favorire il decoro urbano, disincentivare e multare i disonesti e ottenere un significativo risparmio per la collettività, che non dovrà più farsi carico delle spese di rimozione dei rifiuti abusivi.

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Il PM2.5 uccide 1172 persone al giorno. E i ritardi UE sono inaccettabili

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di Piernicola Pedicini, EFDD – M5S Europa

La Commissione Europea, a seguito della nostra interrogazione, ammette di essere in colpevole ritardo sulla normativa che dovrebbe imporre un serio controllo sul più grande killer della storia: il PM2.5. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, infatti, il 96% della popolazione UE è a forte rischio sanitario a causa di questo particolato. È scientificamente provato che solo in Europa il PM2.5 provoca 428mila morti all’anno: 1172 al giorno.

I dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (AEA) dimostrano la bontà delle nostre proposte: se l’Europa adottasse i limiti raccomandati dall’OMS per il PM 2.5, si salverebbero 144mila vite umane ogni anno e si determinerebbe un risparmio di 45 miliardi di Euro (ogni anno) nel settore della salute, con vantaggi ambientali considerevoli. Miliardi di Euro che diverrebbero la fonte delle coperture finanziarie per le azioni volte a combattere la principale piaga dei nostri tempi: l’aria inquinata che respiriamo.

Inoltre, le tecnologie ormai disponibili permettono di misurare costantemente il particolato con un diametro aerodinamico di 2,5 μm o inferiore, rendendo possibili aggiornamenti in tempo reale sui picchi di concentrazione e, dunque, allerte rapide in giornate particolarmente pericolose.

Ad aggravare la situazione, rendendo più che mai urgente un intervento dell’esecutivo europeo, è la proiezione inviata agli Stati membri dall’AEA. Questa analisi dimostra come gli obiettivi al 2030 della direttiva europea sulle emissioni nazionali non verranno raggiunti. E questo avverrà nonostante gli stessi siano ampiamente insufficienti a tutelare la salute dei cittadini, come vi abbiamo spiegato qua.

Già 14 Stati membri hanno dichiarato di non poter rispettare l’obiettivo di riduzione del PM2.5. Una situazione tragica se pensiamo che questo vorrà dire condannare a morte migliaia di persone. Cosa succederà quando i Paesi saranno trascinati dinanzi alla Corte UE per aver sforato i limiti? Semplice, i cittadini – oltre che intossicati – si ritroveranno a pagare multe salatissime.

L’Italia, dal canto suo, ha la peggiore qualità dell’aria di tutta Europa, specialmente al Nord. Dall’Italia deve quindi partire una rivoluzione verde che sia capace si tutelare la salute delle persone, il loro portafogli e che generi migliaia di posti di lavoro. Oggi, con il Governo del cambiamento, possiamo finalmente pensare che sia possibile.

Sentenza del Consiglio di Stato sulla discarica all’ex cava Vailata

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Oggi è arrivata la tanto attesa sentenza del Consiglio di Stato che annulla la VIA concessa il 30.7.2012 (Governatore Formigoni) per l’installazione di una Discarica di Amianto a ridosso del centro abitato di Treviglio.
Chi segue il nostro Meetup sa quanto abbiamo fatto, mettendo anche da parte le bandiere per favorire un’azione condivisa che coinvolgesse tutte le forze politiche sociali trevigliesi.
Oggi è un giorno di festa per tutti coloro che, come noi, hanno lottato contro quello che poteva essere un dramma per la nostra città.
Da domani lavoreremo per fare in modo che una cosa del genere non possa più accadere.

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