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Lo studio (pubblico) di cui nessuno parla.


Nei numerosi articoli pubblicati della stampa abbiamo letto dei possibili benefici (non sempre dimostrabili) che porterebbe la tanto discussa autostrada Treviglio-Bergamo.
Intanto andrebbe ribadito il fatto, sostanziale, che tale tratta NON ARRIVA A BERGAMO, ma termina a Stezzano, dove si imbottiglierebbe tutto il traffico lì giunto, con buona pace di chi sostiene che si impiegherebbero soli 10 minuti per arrivare in città.
Si parla di creazione di ipotetici posti di lavoro, ma si tace su quelli che di sicuro andrebbero perduti nelle aziende agricole che si vedrebbero sottrarre la terra.
Nemmeno si cita il danno economico a carico dei proprietari di immobili prossimi al tracciato, che vedrebbero crollare il valore delle loro proprietà.
Infine nessuno cita uno studio costato 200.000 euro di soldi pubblici che simula i flussi di traffico sull’autostrada. 23.000 veicoli in assenza di pedaggio. Questo risultato è però molto sensibile ai livelli tariffari ipotizzati per l’utilizzo della nuova infrastruttura. Il flusso calerebbe notevolmente, fino a circa 8.000 veicoli/giorno con un pedaggio di soli 10 cent/km. D’altra parte se, come garantito dai sostenitori dell’opera, il capitale utilizzato fosse privato, è ovvio che il costruttore dovrebbe coprire i costi imponendo un pedaggio. Con il rischio di tariffe estremamente elevate che scoraggerebbero gli utenti, come nel caso di Bre.Be.Mi e la possibilità di incassi comunque insufficienti. Il che porterebbe al solito intervento con fondi pubblici.
In tale studio si legge inoltre che, secondo le simulazioni effettuate, tale infrastruttura risponderebbe alla domanda di un traffico a lunga percorrenza, mentre l’impatto su quello di breve tratto ne trarrebbe ben scarsi vantaggi.
Viene invece suggerita l’opportunità di valutare in intervento infrastrutturale più graduale, orientato a risolvere le criticità locali, riqualificando le tratte di maggior carico veicolare già esistenti.
Con un notevole risparmio economico e soprattutto un ridotto impatto ambientale, aggiungiamo noi.
La domanda è: perché gli amministratori spendono i soldi dei cittadini per commissionare studi costi-benefici di un’opera e poi, se il parere è negativo, lo ignorano?

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