• Renzo, chi era costei? (ovvero, siamo alla meritocrazia del selfie?)

    Abbiamo appreso della nomina, con decreto del Sindaco Imeri, della dottoressa Maria Flora Renzo ad Amministratore Unico di Ygea Spa.
    Sarà la persona che amministrerà per i prossimi anni Ygea Spa, una società fondamentale per i trevigliesi, strategica per il Comune di Treviglio e che, di fatto, utilizza soldi dei cittadini!
    Parliamo di un’azienda complessa, che eroga servizi delicati e importanti per la cittadinanza, con circa 70 dipendenti e oltre 7,5 milioni di fatturato annuo. Un’azienda che gestisce le tre farmacie comunali; il Centro Diurno Integrato per anziani e il Centro Idrokin dove, in una vasca per Idrokinesiterapia con annessa palestra, è possibile svolgere terapie fisiche di prevenzione e riabilitazione motoria; il servizio di Assistenza agli alunni disabili nelle scuole e di accompagnamento e assistenza degli alunni sugli Scuola-bus di Treviglio.

    Abbiamo quindi provato, nell’interesse dei trevigliesi, a capire chi è Maria Flora Renzo e quali competenze abbia…

    Dobbiamo rilevare che non troviamo nessuna esperienza nella gestione di qualsiasi tipo di azienda che possa essere paragonata a Ygea.
    Ci viene segnalato che la sua esperienza nel campo si limita al fatto di aver “portato la contabilità” per qualche anno per il negozietto di famiglia in un paesotto della Calabria, cosa che, cara grazia, non ci sembra proprio la stessa cosa che gestire Ygea.
    Non troviamo nemmeno dei particolari titoli di studio che possano avere attinenza a
    materie economiche complesse.
    In definitiva, un Curriculum Vitae che ci sembra molto più “scarno” rispetto a quanto ci si aspetta da chi viene chiamato a ricoprire un ruolo di alta responsabilità come quello di Amministratore Unico di una Società come Ygea, anche se paragonato ai suoi predecessori.
    Troviamo invece molte foto che la ritraggono sui social insieme a vari assessori, al
    sindaco, alla presidente della commissione PP.OO. Apprendiamo inoltre che è una
    dirigente locale di del partito politico Fratelli d’Italia e che è stata candidata alle scorse elezioni (con poco successo, in verità) a sostegno di Imeri.
    Che siano questi i suoi meriti?
    Ci chiediamo se tanto basti per dare in mano a una persona le sorti di un’azienda che ha lo scopo di costituire “un qualificato punto di riferimento alla persona a cui erogare un’ampia serie di servizi nell’ambito del ciclo socio-sanitario- assistenziale.”
    Riuscirà la neofita Renzo a gestire 3 farmacie, diversi stabili e 70 dipendenti?
    Sarà in grado di perseguire l’importantissima mission di Ygea, che consiste nel garantire:
    “a) la dispensazione dei farmaci, prodotti da banco e parafarmaci sia al dettaglio cheall’ingrosso, ivi compreso ogni altro prodotto e/o servizio comunque connesso;
    b) il servizio di assistenza alle persone anziane (centro diurno, rieducazione ed il recuperopsicomotorio), ai diversamente abili (in tutte le forme consentite dalla legge),all’infanzia (compresi asili nido) ed ai soggetti in condizioni di disagio e di emarginazionesociale;
    c) la gestione dei servizi pubblici locali rivolti alle persone nel settore socio-assistenzialeed opere connesse ai sensi di legge;
    d) i servizi di assistenza domiciliare integrata (quali a titolo esemplificativo e non esaustivo:nutrizionale, postoperatoria, malati terminali e in condizioni di non piena autosufficienza);
    e) i servizi di refezione, compresa la preparazione dei pasti;
    f) il servizio di trasporto disabili, alunni e/o persone in difficoltà psichica e socio economica;
    g) organizzare e gestire strutture residenziali e semiresidenziali dedicate all’erogazione di servizi socioassistenziali, strutture protette, case vacanze, case famiglia per adulti e minori che si propongono il miglioramento della condizione fisica o psichica, morale ed intellettuale, ivi compresa l’assistenza postospedaliera o nutrizionale, sia direttamente sia indirettamente o per conto di Enti pubblici e di terzi, nei confronti di persone in difficoltà, svantaggiate e di chiunque si trovi in condizioni di bisogno o di emarginazione.”?

    Noi, nell’interesse dei trevigliesi, speriamo di Sì, ma questa nomina ci sa tanto di origine prettamente politica.
    Per tale motivo chiediamo al Sindaco le motivazioni che lo hanno convinto ad
    affidare alla Renzo un compito così arduo e delicato e se non ci fossero proposte alternative con credenziali migliori.
    Speriamo di non doverci trovare tra qualche anno in uno di quei casi – visti purtroppo molto spesso in giro per l’Italia – in cui manager di nomina esclusivamente politica ma senza competenze dilapidano tesori pubblici, con danni enormi sia per i dipendenti, sia per i cittadini.

    Noi, in ogni caso, terremo alta la guardia.


  • E se avesse vinto il PD?

    Durante l’ultimo consiglio comunale si è delineata una netta spaccatura nel PD trevigliese, con Molteni e Ronchi che durante la votazione lasciavano la sala mentre Rossoni e Sonzogni si schieravano con la maggioranza.

    Il motivo del nuovo contrasto -già percepito in campagna elettorale sui social network- è il collegamento veloce Treviglio – Bergamo (in realtà Casirate – Dalmine), sempre contestato dal Movimento 5 Stelle, il Comitato Tutela Ambiente, il Comitato di Quartiere Geromina e il Comitato Cambiamola.

    La domanda è lecita: se nel 2016 la coalizione del Partito Democratico avesse vinto le amministrative, cosa sarebbe successo? Quale fazione del PD avrebbe prevalso?  Avrebbero trovato un compromesso piantando 300 alberi in città ed eretto barriere di plastica per una tristissima “mitigazione ambientale” in compensazione della devastazione delle campagne trevigliesi o una luce di buonsenso li avrebbe illuminati?

    Non lo sapremo mai.

    Nell’attesa dell’ordine del giorno firmato PD-Lega Nord che verrà presentato al prossimo consiglio resta la delusione per la linea politica di un partito che sostiene di essere contrario al consumo di suolo ma nella pratica si allea con chi vuole cementificare anche l’ultima area verde di Treviglio, ignorando inoltre le 19.000 firme raccolte da Cambiamola e le oltre 1.000 firme raccolte tra gli abitanti della frazione Geromina, totalmente contrari al progetto.

     


  • Mobilità Sostenibile

    Con l’autunno ritorna il leitmotiv delle polveri sottili, come sicuramente accadrà per la siccità la prossima estate.

    Parlare di ciò che concretamente potremmo fare fin da oggi invece rimane una chimera per la nostra classe politica, troppo occupata ad accapigliarsi su temi che nulla hanno a che fare con le necessità dei cittadini.

    Diciamo subito e chiaramente che il blocco del traffico è una ricetta estemporanea e impopolare, un palliativo usato dalle amministrazioni per poter dire che si stanno occupando del problema ma che in realtà lo sposta solo in là nel tempo, sperando che piova, così che si pulisca un po’ l’aria e si inquini un po’ di più l’acqua.
    Insomma tergiversano senza fare nulla che elimini definitivamente il problema.

    Per risolvere il nodo della mobilità è indispensabile avere il coraggio di cambiare completamente rotta, come hanno già fatto altre nazioni europee. Noi crediamo che sia arrivato il momento anche per il nostro Paese di programmare una rivoluzione industriale per l’automobile, cominciando a creare una rete di rifornimento che incentivi gli automobilisti a orientarsi sull’acquisto di vetture elettriche, l’unico modo per evitare l’immissione in atmosfera di tonnellate di polveri sottili, letali per la nostra salute.

    In linea con la politica nazionale del M5S, nel prossimo consiglio comunale chiederemo che anche a Treviglio venga installata una colonnina per la ricarica di veicoli elettrici. Ribadiamo il concetto che è sufficiente partire da una singola installazione che troverebbe inserimento nel piano regionale a suo tempo presentato.


  • Finalmente il progetto dell’autostrada Casirate-Dalmine è archiviato… FORSE.

    Abbiamo sostenuto per mesi l’inutilità del progetto cercando di informare i cittadini e motivando la nostra contrarietà con argomenti validi e razionali. Il nostro consigliere regionale Dario Violi, ha più volte sollecitato in consiglio regionale lo sblocco dei fondi per la tangenziale di Verdello.
    Noi abbiamo sempre sostenuto le nostre idee con coerenza, mentre altre forze politiche hanno a lungo perseverato in quella che è l’arte del mescolare le carte sul tavolo per estrarre a ripetizione il classico “coniglio” buono per tutte le stagioni – elettorali aggiungiamo noi – senza poi dare un concreto indirizzo a tanto parlare. A pochi mesi dalle elezioni, l’assessore Sorte ha finalmente trovato i soldi – in deroga al patto di stabilità – per realizzare la tangenziale di Verdello, mentre Autostrade Bergamasche bussa alle porte dei suoi uffici.
    Il Partito Democratico, che seguiva una strategia fantasiosa e, a seconda della convenienza – sempre elettorale -, condiva il progetto della Casirate-Dalmine con l’espressione “green”, come se bastasse questa parolina magica a limitare il danno ambientale, ora si accoda entusiasta come se l’idea fosse sua.
    Raccogliamo anche il commento del nostro portavoce di Treviglio, il consigliere comunale Emanuele Calvi: “Non è mai stato fatto un progetto definitivo su questa pseudo infrastruttura, perfino nel consiglio comunale trevigliese del mese di settembre abbiamo sentito le voci unanimi del “coro” di tutte le formazioni politiche sostenere tale proposito, fingendo di ignorare come sottopassi in trincea e cavalcavia avrebbero poi nella realtà impattato sul territorio e sull’economia di questa sempre meno verde pianura bergamasca.
    Viene da chiedersi davvero a che gioco stanno giocando, e tutto questo proprio nei giorni in cui i nostri paesi sono in piena emergenza smog.
    Ma non imparano mai la lezione?
    Ma, con i soldi del cittadino contribuente, è proprio cosi difficile pensare e progettare una mobilità sostenibile?”


  • Smaltimento di amianto e trasparenza della bonifica

    Il profitto prima di tutto. Ricorsi, proteste, un’Amministrazione compatta e contraria al progetto, un flash mob durante la notte bianca. A nulla sono servite le azioni che negli ultimi mesi sono state intraprese da più parti a Treviglio. Sordi a ogni richiesta dei cittadini viene concesso il permesso alla società Team di iniziare i lavori di bonifica dell’ex cava Vailata, preparatori all’interramento di decine di migliaia di metri cubi di amianto. La salute dei trevigliesi messa in serio pericolo, perché l’unica cosa che conta sono i soldi. I tantissimi soldi del profitto che la società Team ricaverà da quest’opera che lascerà il territorio devastato e molte famiglie esposte a danno biologico. Invece che usare le nuove tecnologie, che permetterebbero l’inertizzazione, una soluzione definitiva ma meno remunerativa, si è scelto l’interramento che arriverà a soli due metri sopra la falda (cosa succederà in caso di piogge violente ed eccezionali come quelle che si sono verificate negli ultimi tempo a Livorno e Genova?). Una prima parte dei lavori movimenterà 96.000 metri cubi di terra. Chi controllerà questi lavori? Chi ci assicura che tutto sia fatto a regola d’arte riducendo ai minimi termini i rischi? Nel prossimo consiglio comunale il Movimento 5 Stelle, per voce del consigliere Emanuele Calvi, presenterà un’interrogazione urgente perché i controlli siano affidati a un ente super partes che vegli sulla bonifica e dia garanzia che i lavori vengano fatti con la massima cura.


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